di frappacchio

Madonna MDNA tour 2012 a Milano

“Nothing’s indestructible”*
Tranne lei.

Perchè Madonna è esattamente quella cosa li.
Lavoisier sosteneva che “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. E credo profondamente che Madonna sia entrata in una nuova era, trasformandosi ancora.
In circa due ore di concerto immerge il pubblico in un’esegesi visiva del suo personaggio. Riparte dal suo repertorio simbologico più classico e ambienta l’apertura del concerto in una cattedrale gotica, con tanto di croci con l’effige MDNA (e via…cancelliamo millenni di INRI con un solo gigantesco videowall).
Inizia la liturgia.

I peccatori siamo noi, e i ballerini nel pieno della possessione satanica, contorti e mascherati diventano dei gargoyles che ammoniscono lo spettatore.
Il peccato lo lava col sangue (non come la tradizione italo-mafiosa vorrebbe, ma così come nella più gretta e provinciale delle stanze di motel americano potrebbe accadere).
Il successivo cambio di registro è tutto a vantaggio dei messaggi d’amore e speranza. Amore per Dio, amore per la famiglia, amore per il prossimo, amore tra due persone.

L’amore muove tutto insomma, lo sapevamo già, ma forse fino a quando saremo costretti ad assistere impotenti di fronte ad eventi come il Family Day vale la pena ribadirlo.
Ah, dimenticavo, “Italians do it better” (paracula!).

Poi c’è la querelle con Lady Gaga. Express yourself/Born this way. Madonna vince 100 a zero, magistralmente incurante del borderaux. Tanto non credo che ci siano problemi di danè, vero Madonna?


In tutto ciò coinvolge il figlio Rocco. Ora io non oso immaginare che cosa possa voler dire essere figli di Madonna e Guy Ritchie, ma nel dubbio mi immagino una vita in cui se litighi con tuo padre per il motorino, vai dalla mamma che ti compra 4 fabbriche di motocicli e ti mette a disposizione i suoi ballerini per insegnarti a guidare. Rocco hai la mia più incondizionata stima.

Mostra il suo corpo, senza grandi pudori, il suo più grande capolavoro. 54 anni. Basta non serve dire null’altro.

Ma è con Vogue e Like a prayer che si compie la dossologia. TUTTI cantano e si muovono, si agitano e ballano. Il coro gospel che emerge dal palco probabilmente da solo costa come un intero tour di più della metà dei cantanti in circolazione. Ma lei queste possibilità se le è guadagnate e anche di brutto.

Una vita che ne contiene migliaia, un’enorme scatola cinese che a comando ne genera altre.

Grande, immensa, una personalità che non ha rivali.
Bene non sa far niente, a parte essere Madonna. Ma lo sa fare così bene che le si perdonano scarse capacità canore, l’acustica penosa di San Siro, il ritardo dell’ingresso e la fredda lucidità con cui comunica quelle che noi umani chiamiamo emozioni.
Per lei sono dei brief, non sono manifestazioni d’affetto, ma visto come le incornicia ad un certo punto uno se ne frega anche e se le gode.

“Non è l’inizio della fine, è solo l’inizio” ha detto ad un certo punto.
Che voglia abbandonare totalmente la produzione in studio? Che voglia incarnarsi totalmente e abbracciare solo la dimensione live-show? Mistero della fede.

Un ringraziamento particolare a Gianni De Nisi per le bellissime foto!

*”Masterpiece”

2 Commenti

  1. Scritto il 15 giugno 2012 alle 16:08 | #

    Madonna che post!
    Assistere ad un concerto di Her Majesty deve essere qualcosa di definitivo.
    Per qualsiasi amante dello spettacolo puro, al di là di sesso, età e religione.

    Beh, no. La religione c’entra.

    • Scritto il 15 giugno 2012 alle 16:23 | #

      E puro show. Siamo noi, probabilmente, a caricarlo di ulteriori significati.
      Ovviamente questo non sarebbe possibile se a sostegno non ci fosse una personalità così grande.
      By the way, grande show sempre.

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